Gennao, a rather long work in progress 2011
“Un progetto demiurgico”. Valerio Sommella non teme di mostrare l’ambizione che muove il suo lavoro: quella di trasferire nel mondo degli oggetti realizzati in serie le difformità e le differenze che in genere si riscontrano soltanto nel mondo della natura.
“Il designer – scrive Sommella – è il Dio delle cose che disegna, genera un mondo di cose a sua immagine e somiglianza”. Ma nel progetto Gennao Sommella dichiara di sentirsi attratto non tanto dagli oggetti seriali venuti come i progettisti volevano che venissero, bensì da quelli difformi, da quelli nati male e destinati fin da subito a essere scartati, gettati o riciclati. Oggetti-freaks, insomma: troppo bassi, troppo tondi, troppo lunghi, comunque eccessivi. La difformità dallo standard, infatti, è diffusissima nel mondo naturale ma viene vista per lo più come intollerabile nel mondo industriale, dove acquista subito valenza negativa. Valerio Sommella cerca di rovesciare questo luogo comune. Per farlo, prende l’archetipo di un vaso – il 50° percentile della forma-vaso, il vaso perfetto – e poi cerca di alterare questa forma in modo che la trasformazione non dipenda dalla volontà del progettista ma – come avviene in natura – dalla temperatura, dall’umidità, dalle coordinate geografiche del luogo in cui il “seme” è stato gettato. L’obiettivo è provare a dimostrare che il designer non deve tanto dannarsi sui singoli prodotti, ma mettere a punto un progetto per un’intera specie. Sommella il suo progetto-prototipo lo applica a una famiglia di vasi, tutti diversi l’uno dall’altro, ma di una diversità rispetto alla quale il progettista non ha alcun merito né alcuna responsabilità se non quella di aver progettato – magari anche un po’ darwinianamente – lo sviluppo della specie. Il risultato sono oggetti che conservano nella forma una traccia e un segno delle proprie radici.
Silvana Annicchiarico, wired n°34, dicembre 2011

foto di Edward J. Kelty (1929)

10° e 90° percentile
